Dall’Impero alle DOC: un’eredità che continua a vivere nel calice
Se c’è una città al mondo in cui il vino è parte integrante della storia, quella è Roma.
Sin dall’antichità, il vino ha avuto un ruolo centrale nella cultura, nell’economia e nella vita quotidiana della capitale.
Oggi, grazie a denominazioni come Roma DOC, questa eredità torna a vivere in bottiglia, reinterpretata con rispetto e visione contemporanea.
Per I Viticoltori, produrre vino alle porte di Roma significa custodire un patrimonio millenario — e offrirlo al presente con autenticità.
Il vino nell’antica Roma: un simbolo di civiltà
Per i Romani, il vino non era solo bevanda: era cultura, religione, diplomazia.
Veniva usato nei banchetti, nei riti, nei commerci. Era simbolo di civiltà e di superiorità sulle popolazioni “barbare”, che non conoscevano ancora l’arte della vinificazione.
Le navi cariche di anfore partivano da Ostia per rifornire tutto l’Impero: Gallia, Hispania, Africa, Asia Minore.
Ostia: il porto dei vini romani
Il porto di Ostia divenne ben presto il più importante centro logistico del vino del mondo antico.
Le anfore riportavano incisioni con l’origine del vino e il suo produttore: una forma primitiva di etichetta.
Alcune di queste iscrizioni contenevano l’aggettivo “Romanus”, segno che già allora Roma era sinonimo di qualità e prestigio.
Roma DOC: storia di una denominazione moderna
La denominazione Roma DOC è nata nel 2011, come riconoscimento ufficiale dell’identità enologica di una delle aree più vocate del Lazio.
Comprende i territori dei Castelli Romani, dove si coltivano vitigni autoctoni come Malvasia del Lazio, Bombino, Trebbiano e Montepulciano.
I vini Roma DOC sono intensi, eleganti, minerali: veri ambasciatori del territorio.
Come Poggio Le Volpi interpreta la romanità
Nella tenuta di Monte Porzio Catone, a pochi chilometri dalla capitale, Poggio Le Volpi dà voce alla denominazione Roma DOC con vini che uniscono precisione tecnica e anima territoriale.
Dalle versioni bianche, fresche e floreali, alle riserve rosse, complesse e profonde, ogni bottiglia racconta il volto contemporaneo di una storia antica.
Un omaggio alla romanità, non come nostalgia, ma come eredità viva e in continua evoluzione.
Conclusione
Roma e il vino hanno camminato insieme per secoli, condividendo destini, crisi e rinascite.
Oggi, questa storia continua attraverso le mani di chi coltiva, vinifica e crede nel valore del territorio.
Con ogni calice di Roma DOC, brindiamo non solo al gusto — ma a una memoria collettiva che ha attraversato il tempo.
E che, come Roma, non smette mai di rinascere.